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1988 – Bangladesh

1988 – Nasce a Bologna con il nome di Interethnos.
Dal giorno 26 dicembre dello stesso anno al 08-01-89 parte la prima spedizione umanitaria che raggiunge il Rehabilitation Institute & Hospital for the Disabled di Dhaka. Il team arrivato a Dhaka si scontra con una realtà molto più angosciante del previsto. Read the rest of this entry »

1997 – India del Nord

INDIA DEL NORD 1997

Nel marzo di quest’anno il Presidente, dr. Paolo G. Morselli si reca, con un team internazione di Interplast Inc, al Delek Hospital, ospedale tibetano fondata nel 1971 e situato in Dharamsala in India del Nord.
L’ospedale serve i residenti tibetani e la comunità locale ed è gestito dal Ministero della Salute del governo tibetano in esilio.
In quella sede incontra il Dalai Lama e pone le basi per un programma che vede team di sanitari che possano lavorare a Lhasa. Il programma è finalizzato sia alla cura di gravi malformati del volto e di gravi ustionati che alla formazione dei medici tibetani.

 

 

1990 – Bangladesh

Dal 27-12-90 al 09-01-91 presso il Dhaka Medical College Hospital di Dhaka si svolge la seconda missione in Bangladesh. Il team è formato da 2 chirurghi plastici, 1 anestesista, 2 infermieri professionali. Vengono eseguiti 75 interventi chirurgici su malformazioni del volto, severi esiti di ustione, tumori cutanei.
La seconda missione a Dhaka conferma il proposito di collaborazione con questo paese. Iniziano le attività di didattica per il personale medico e infermieristico.

Si ipotizza la possibilità di istituire una borsa di studio per 1 giovane medico bengalese affinché possa recarsi in Italia e specializzarsi in chirurgia plastica presso le nostre strutture potendo quindi imparare tutte le più innovative tecniche chirurgiche.

2003 – Iraq Kurdistan

Nel marzo 2003 il Prof. Paolo Santoni Rugiu di Interplast Italy arriva in Kurdistan, Iraq, negli ospedali di Emergency.
Lo sfollamento massiccio della popolazione curda ha fatto sì che la lista di pazienti preparata per il nostro chirurgo plastico fosse annullata.
Per il suo periodo di permanenza, 2 mesi, ha eseguito chirurgia di guerra operando 64 pazienti a Erbil e 58 a Salimanhyia. Alla fine di questo periodo è stato chiesto al Prof. Santoni Rugiu di ritornare in Iraq per poter operare i pazienti originariamente programmati.
Per cui dal 12 settembre al 15 novembre dello stesso ha eseguito 90 interventi di chirurgia plastica a Erbil e 66 a Salimanhyia.

2006 – Cina

La prima missione umanitaria di Interplast Italy nel 2006, dal 02 al 15 gennaio, ha avuto come sede operativa la città di Nanchino (Nanjing) capitale della regione dello Jangsu nell’est della Cina sulla costa del Pacifico al di sotto della più famosa città di Shangai. A dispetto della poca notorietà, Nanchino è una città di 15 milioni di abitanti che in passato fu capitale dell’impero cinese durante la dinastia Ming.
La Cina è una nazione a due facce con il suo vastissimo potenziale di mercato rappresentato da una popolazione di un miliardo e duecento milioni di abitanti, la sua crescente economia e dall’altra una campagna poverissima e la periferia di grandi metropoli ancora poco servite e spesso abbandonate a sé stesse. Il team è composto da 5 sanitari: due chirurghi plastici, un’anestesista e due infermiere Elena Galletti e Aneta Witchowska. Importante è stata la collaborazione con il Dott. Lu Xiang, giovane direttore dell’Ospedale delle donne e dei bambini di Nanchino e già importante punto di riferimento nelle precedenti missioni in Tibet, che, con i suoi collaboratori, ha lavorato prima dell’arrivo del gruppo di Interplast Italy facendo un’importante attività di screening sulla popolazione individuando le patologie ed i pazienti che meglio avrebbero giovato per il nostro intervento specialistico. Sono stati individuati 80 pazienti affetti da patologie malformative e alla fine della missione sono stati operati 51 pazienti di cui 44 bambini sotto i 15 anni. Inoltre, come sempre avviene durante le missioni d’Interplast, è stata avviata una importante attività di insegnamento e di scambi culturali e scientifici che ha arricchito il bagaglio di conoscenze dell’uno e dell’altro gruppo.

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2013 – Myanmar

MYANMAR, 16-30 marzo 2013 Yangon General Hospital
Dipartimento di Chirurgia Plastica
La missione ha avuto inizio il 16 marzo 2013 dopo una lunga fase di preparazione, legata anche alla burocrazia concernente l’ingresso sia del team di sanitari che dei materiali necessari all’espletamento della missione stessa. Fa parte della filosofia di Interethnos Interplast Italy partire per una missione umanitaria fornendo il proprio team di tutto quanto possa essere necessario così da non gravare sui budget dell’Ospedale ospite.
Il team era composto da:

Prof Paolo Morselli, chirurgo plastico del Policlinico S. Orsola-Malpighi e docente di chirurgia plastica all’Università di Bologna
Dr. Giancarlo Liguori
Prof Sommerlad chirurgo plastico inglese
Dr Contaldo medico in formazione, Scuola di Specializzazione in Chirurgia Plastica dell’Università di Torino
Dr.ssa Cristina Mondardini anestesista, Rianimazione Pediatrica Policlinico S.Orsola-Malpighi
Dr Pelusio anestesista di Pisa
Sig.na Elena Galletti infermiera di sala operatoria Chirurgia Pediatrica policlinico S. Orsola-Malpighi
Sig.na Rosaria Milana infermiera professionale di Milano.
Carlo Orsi, fotografo e nostro sponsor che ha documentato la missione.

All’aeroporto di Yangon, siamo stati accolti dalla Prof.ssa Moe e dalla Dr ssa Win , che ci hanno aiutato a superare velocemente le formalità doganali ed accompagnati direttamente in ospedale.
E’ sempre un momento emozionante e topico, forse l’unico momento in cui il team si sdoppia. Da una parte i chirurghi e gli anestesisti per visitare i pazienti che precedentemente selezionati e dall’altra le nurses a sistemare il materiale ed allestire le sale operatorie ( 2 ) per poter iniziare gli interventi già dal mattino seguente.
I pazienti in visita era affetti da labiopalatoschisi ( per il 70% ), esiti cicatriziali da ustione e tumori del distretto cefalico, in prevalenza bambini di pochi mesi ma anche adolescenti ed adulti. Ogni singolo paziente è stato visitato, schedato e discusso alla presenza dei medici locali. Con la loro collaborazione si sono approntati i programmi dei giorni a venire.
Abbiamo incontrato un ambiente molto collaborativo ed efficiente.
Dei 70 pazienti selezionati ne abbiamo operati 45, diversi dei quali hanno avuto trattamenti multipli, raggiungendo il numero di 60 procedure chirurgiche.
Infatti nel caso delle labiopalatoschisi, è stata corretta sia la deformità del labbro (fosse mono o bilaterale) che la porzione anteriore del palato (questa è una fase preparatoria all’intervento correttivo definitivo della schisi palatina ).
Nel caso delle retrazioni cicatriziali da ustione sono state corrette contemporaneamente più aree corporee.
Alle sedute operatorie hanno partecipato anche i medici locali, abbiamo potuto così associare all’atto operatoria la didattica insegnando le nostre metodologie chirurgiche. Per esempio per gli interventi di correzione delle labiopalatoschisi eseguiti al microscopio dal prof Sommerlad, un grande monitor ha permesso ai numerosi medici specializzandi locali si seguire i diversi momenti operatori. Lo scambio di impressioni e le domande sono state continue e costruttive.
Abbiamo inoltre tenuto due lezioni/letture sul trattamento delle labiopalatoschisi e sulle procedure di chirurgia ricostruttiva di tutti i distretti corporei a cui hanno partecipato numerosi medici locali.
Tutti gli interventi chirurgici non hanno avuto complicanze. Sono stati tutti medicati e controllati quotidianamente durante la loro degenza. I pazienti operati verranno seguiti per il follow up dai medici locali, che ci forniranno notizie sul loro andamento.
Il popolo birmano , che sta uscendo da un lungo periodo di chiusura all’occidente, ci è parso molto sereno , ed al tempo stesso molto impegnato verso un futuro di progresso socio-economico rapido.
Siamo molto orgogliosi di essere stati i primi chirurghi plastici italiani ad iniziare una collaborazione ufficiale con la sanità birmana.
Come sempre Interethnos Interplast Italy ha portato a termine un lavoro difficile, ma appassionato, nella concreta speranza di un seguito nella collaborazione culturale e fattiva con i popoli emergenti.

 

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2000 – Bangladesh

1995 / 2007 Nepal

 

NEPAL 1995
Dal 04 al 16 novnbre 1995 un team internazionale coordinato dal Presidente di Interethnos Interplast Italy si reca al Tribhuvan University Teaching Hospital di Katmandu
Vengono eseguiti 75 interventi chirurgici

 

NEPAL 2007
Seconda missione umanitaria in Nepal presso il Model Hospital di Katmandu, organizzata e portata a termine da Paolo G. Morselli Periodo dal 27 Luglio al 15 Agosto 2007. L’ organizzazione in loco è stata curata dal dott. Shankar Rai. Il Dr. Ray ha assistito Interethnos Interplast Italy anche nella sua prima missione in Nepal presso Teaching Hospital di Katmandu, si sempre dimostrato estremamente interessato alla nostra attività supportandoci sia nel trattamento chirurgico dei pazienti più poveri che nell’insegnamento dei medici locali. Negli anni intercorsi tra queste due missioni Dr.Ray ha raggiunto un elevato grado di preparazione specialistica in particolare per quegli interventi ricostruttivi che il nostro gruppo esegue nelle missioni umanitarie. La richiesta ci è stata fatta per l’esecuzione di interventi molto complessi in pazienti con patologie particolarmente severe il cui trattamento non poteva essere eseguito dai sanitari locali. Siamo stati contenti di poter rispondere a questa richiesta che ha dato prova della “plasticità”della nostra Onlus.
Tutte le giornate lavorative erano cosi organizzate: Ore 8: lezione di chirurgia plastica rivolta a tutti i medici e il personale infermieristico dell’ospedale.
Ore 9: Sala Operatoria. Presentazione e discussione del programma chirurgico riguardante il caso clinico specifico.
Ore 10: intervento chirurgico con approfondita spiegazione del caso clinico. Alla fine dell’intervento erano eseguite lezioni sulla patologia trattata, erano approfonditi tutti gli aspetti.Successivamente venivano seguiti allo stesso modo i casi clinici dei pazienti programmati nella lista operatoria del giorno. Alla fine giornata chirurgico-didattica veniva programma la lista operatoria per il giorno successivo ed erano analizzate le patologie da trattare.
Durante il periodo di lavoro sono state eseguiti 40 interventi molto particolari, inoltre sono state svolte 12 lezioni di chirurgia plastica generale e 15 lezioni specialistiche. Questa formula di lavoro si è dimostrato molto soddisfacente ed è stata molto apprezzata dai medici locali. La loro partecipazione al trattamento dei pazienti in
modo molto diretto e coinvolgente ha portato l’assistenza e l’apprendimento ad un altissimo livello. Durante il periodo di lavoro sono stati individuati alcuni piccoli pazienti particolarmente poveri che potrebbero essere integrati in un programma di adozione a distanza.
Sono stati inoltre individuati alcuni giovani medici con le caratteristiche per partecipare a stage mirati al migliorare ed approfondire le loro conoscenze sulla chirurgia plastica ricostruttiva specialistica. Forte di questa esperienza, ritenuta di rilevante importanza anche dalle autorità sanitarie del Paese, siamo stati invitati a ritornare per trattare alter patologie rare e gravi.

 

PROGETTO PATAN

Il progetto Patan è un’iniziativa umanitaria il cui obiettivo è sostenere lo sviluppo dell’ospedale Kirtipur, il migliore del paese per la cura di ustioni e malformazioni, tramite un finanziamento destinato all’acquisto di materiale per il funzionamento delle sale operatorie, delle ICU (Intensive Care Units) e dei reparti post operatori.

I beneficiari diretti saranno i pazienti delle aree rurali e periferiche più povere del Nepal di cui la maggior parte donne e bambine.

Le stime prevedono una media di 15 pazienti operati al giorno, 6 giorni alla settimana per un totale di 4600 persone curate ogni anno…. CONTINUA A LEGGERE

 

 

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2006 – Bangladesh

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1996 – Thailandia

 

THAILANDIA 12-25 APRILE 1996

Un team di Interethnos Interplast Italy si reca dal 12 al 20 aprile 1996 al Dararasmi Hospital di Chiang-Mai.

Il gruppo di sanitari comprende: 2 chirurghi plastici, 1 chirurgo generale, 2 anestesisti, 2 infermieri professionali, 1 tecnico organizzativo.
In questa occasione il nostro team è rientrato in un progetto del governo locale che prevedeva un programma sanitario che coinvolgeva tutti i chirurghi plastici del paese ed era finalizzato alla cura di 2000 bambini affetti da labiopalatoschisi.
Il progetto era collegato ai festeggiamenti per il 50° anniversario dell’incoronazione della regina madre che si era sempre dedicata e prodigata per i piccoli pazienti affetti da questa patologia.
Il governo in collaborazione con i responsabili della polizia di confine si era occupato della logistica per far arrivare alla visione dei sanitari i pazienti delle provincie piu’ distanti.
All’ospedale di Dararasmi il team tratta 31 piccoli pazienti affetti da labiopalatoschisi.

Dal 21 al 25 aprile la stessa equipe si reca poi al Surin Hospital di Surin. Questo è un ospedale periferico dove opera un solo chirurgo plastico. Vengono operati 41 pazienti precedentemente selezionati dai sanitari locali. I casi trattati riguardavano esiti di ustione e di trauma, tumori cutanei e malformazioni delle mani, dei piedi e del volto. Sono stati ultimati diversi piani di trattamento iniziati dai sanitari locali, questo ha evidenziato l’importanza, da un punto di vista didattico, della collaborazione con i medici del luogo.

 

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2008 – Bangladesh

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1992 – Togo

TOGO 1992

Dal 12 al 25-04-1992 prima missione in Togo, presso il Polyclinique Internationale Saint Joseph di Lomè.
Il team è composto da 2 chirurghi plastici, 2 anestesisti, 1 infermiere professionale.
Vengono eseguiti interventi chirurgici su 31 pazienti, le patologie trattare sono gravi forme tumoralu, esiti di ustione e malformazioni cranio facciali.

 

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2002 – Bangladesh

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2008 – Uganda

UGANDA 2008

La missione di Interethnos Interplast Italy in Uganda organizzata e diretta dal dr Daniele Gandini, iniziata il 27/6 e conclusa il 13/7/2008, si è svolta per una settimana presso il Mulago Hospital di Kampala, un grande ospedale statale dove sono stati operati 53 pazienti, e la seconda settimana presso il Nkokonjeru Hospital, piccolo ospedale di una missione fondata 100 anni fa da suore missionarie irlandesi (Sisters of St. Francis) nel distretto di Mukono, a due ore da Kampala, ma già nella foresta, a soli 30 km dalle mitiche sorgenti del fiume Nilo che li nasce dal grande lago Vittoria.
A Nkokonjeru sono stati operati in 4 giorni di lavoro, altri 18 pazienti affetti prevalentemente da gravi esiti di ustioni (da fuoco e da acido), che impedivano loro di muoversi o di nutrirsi, da labiopalatoschisi e malformazioni congenite varie (mano, piede, viso).
Il team di Interethnos Interplast Italy ha avuto come suo collaboratore in Uganda il Dott Edris Kalanzi Wamala, Chirurgo Plastico Ugandese specializzatosi in Italia, che ha provveduto alla ricerca ed alla selezione dei casi da operare ed ha lavorato con il nostro team durante tutta la missione
Il totale degli interventi chirurgici eseguiti in Uganda è stato infine di 71 casi. Gli interventi sono andati tutti bene e tutti i pazienti in lista sono stati operati.

A fine missione al Nkokonjeru Hospital sono stati lasciati come donazione: farmaci, materiali di consumo e apparecchiature chirurgiche ed anestesiologiche portate dall’Italia, l’unica possibilità che lì avevano di eseguire gli interventi chirurgici (urgenze per gravi traumi o parti cesarei) era solo l’etere… e pochi ferri chirurgici essenziali senza nemmeno l’elettrobisturi per coagulare i vasi. La luce era spesso assente a causa di forti piogge (insolite in questo periodo) e spesso si doveva operare con la poca corrente data da un pannello solare.
La ottima riuscita della missione in Uganda è stata anche oggetto di interesse della stampa locale con un articolo uscito sull’ “unico” quotidiano del paese, il “The New Vision”.

 

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2011 – Bangladesh

Missione Bangladesh 02-18 gennaio 2011

Dal 02 al 22 gennaio 2011 si è svolta la dodicesima missione umanitaria di Interethnos Interplast Italy in Bangladesh, al Dhaka Medical College Hospital,.
Come ormai avviene da 21 anni anche questo team composto da:
– 4 chirurghi plastici: prof. Paolo G. Morselli, prof. Nicolò Scuderi, Prof. Gianvittorio Campus, dott.ssa Chiara Novelli
– 2 specializzzandi in chirurgia plastica: dr.ssa Giovanna Petrella, dr. Carmelo Crisafulli
– 3 anestesisti: dr.ssa Lorena Pasini, dr. Francesco Stagni, dott.ssa Roberta Vergani
– 3 infermieri professionali: Elena Galletti, Angelica Cornea, Fiorella Nebuloni
ha operato in collaborazione con i medici locali visitando 250 pazienti ed eseguendo 132 interventi chirurgici, su altrettanti pazienti, trattando gravi malformazioni dello scheletro facciale e del tratto urinario, malformazioni delle mani e dei piedi e gravi esisti di ustione.

Come sempre, e secondo gli obblighi che l’Associazione si è assunta, l’attività didattica è stata molto rappresentata. I docenti presenti – Prof. Mrselli per l’Università di Bologna, Prof. Scuderi per l’Università La Sapienza di Roma, Prof. Gianvittorio Cmapus per l’Università di Sassari, dr.ssa Novelli per l’Università di Milano – hanno tenuto lezioni sulle nuove tecniche chirurgiche per il trattamento:
– delle labiopalatoschisi e delle deformità congenite e traumatiche dello scheletro facciale
– delle rinoplastiche
– delle patologie del tratto urinario
– degli esiti di ustione
– delle malformazioni delle mani, sia congenite che da esiti di ustione.
Si sono tenute lezioni sull’uso delle cellule staminali in chirurgia plastica ricostruttiva. Alle lezioni era presente il dr. Das, medico bengalesi che ha potuto venire in Italia nei mesi di novembre e dicembre per poter apprendere, presso il Policlino S. Orsola Malpighi, le tecniche necessarie ad utilizzare le cellule staminali per il trattamento degli esiti di ustioni. Il dr. Das, selezionato tra alcuni medici durante la precedente missione umanitaria a Dhaka, ha usufruito di una borsa di studio istituita a Interethnos Interplast Italy.
La missione si è conclusa con successo.

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