Interplast in Kenya: una missione di cura e formazione

Il 30 luglio ha preso il via una nuova missione di Interethnos Interplast Italy, realizzata in collaborazione con un team internazionale di medici europei, per portare competenze chirurgiche avanzate e supporto concreto allo staff del North Kinangop Catholic Hospital, nella contea di Nyandarua, sull’altopiano di Kinangop, a 130 km da Nairobi.

In un contesto dove la medicina è spesso una sfida quotidiana, questa struttura ospedaliera ha un obiettivo chiaro e profondo: alleviare la sofferenza, promuovere e ristabilire la salute offrendo cure accessibili e di qualità a chiunque ne abbia bisogno.

A rappresentare l’eccellenza medica italiana sono Cristina Garusi, microchirurga di alta specializzazione, presiedente SIM, docente RMES, membro WSRM  Società italiana di microchirurgia Reconstructive Microsurgery European SchoolWorld Society Reconstructive Microsurgery, coadiuvata da Noemi Stefanelli, medico in formazione specialistica, Lucia Pannuto, chirurga plastica, e Andrea Ferradino, anestesista. Tutti sono soci o collaboratori di Interplast. Con loro, una delegazione finlandese composta da professionisti altamente qualificati: Sinikka Suominen, microchirurga e docente RMES, membro della WSRM, Laura Johanna Ora e Tuuli Erika Mylander, infermiere strumentiste.

Completano il team due specializzandi di chirurgia plastica della Scuola di Nairobi, diretta dal Prof Nangole.

L’obiettivo principale della missione è duplice: formare i colleghi africani alla tecnica di ricostruzione con lembi autologhi — ancora poco diffusa localmente — e realizzare interventi chirurgici complessi, rispondendo a bisogni urgenti e reali.

Come per ogni spedizione, seguiremo passo dopo passo il lavoro dell’équipe Interplast, documentando non solo gli interventi più significativi, ma anche le storie dietro le ferite: racconti che meritano ascolto e dignità. Il cuore della missione non è soltanto la precisione del bisturi, ma la capacità di ridare speranza dove c’è bisogno di cura e attenzioni.

Nel primo giorno di attività, il team ha già affrontato casi delicati: un’ulcera cronica del labbro inferiore di origine sconosciuta, una frattura aperta del radio distale destro, e una grave infezione alla caviglia con perdita di tessuto, legata a una precedente frattura. Interventi che, oltre alla tecnica, richiedono empatia, ascolto e collaborazione.

Noemi Stefanetti, Magdaline , Lucia Pannuto, scrub nurse

Michael, Andrea Ferradino, Cristina Garusi, Laura Ora, Patrick Okoth

Lucia Pannuto , Noemi Stefanetti

Ospedale