Diario di Missione – 25 ottobre 2024

Il “naso dell’orso” è il titolo con cui abbiamo intitolato la storia di un giovane uomo nepalese, Amrit, di soli 32 anni, che si è presentato in ambulatorio il  nostro primo giorno di lavoro, con una mascherina nera sul volto.

Quando è giunto il suo turno di visita, con molta umiltà si è tolto la mascherina dal viso e abbiamo visto che non aveva più il naso, ma solo un buco nero sul volto. Amrit ha raccontato ai nostri medici che più di un anno fa, in un’area selvaggia non troppo lontana da Khatmandu e da una delle vette più alte del mondo, l’Himalaya, è stato aggredito da un orso che, con una zampata, gli ha portato via il naso e una parte di faccia. In questa zona gli attacchi degli orsi sono tutt’altro che rari poiché  nelle foreste circostanti ce n’è una massiccia presenza.  Subito soccorso, Amrit ha potuto rimarginare la ferita sulla faccia ma non è stato possibile fare niente per il naso.

La richiesta di Amrit alla nostra equipe, è stata quella di riavere il suo naso.

Il caso di Amrit è stato a lungo discusso dalle due equipe che sono arrivate alla conclusione che era necessario predisporre un intervento ad hoc per risolvere il suo problema.  Nel corso dell’operazione è stata ricostruita la parte interna del naso con tessuti locali della faccia, mentre la struttura del naso è stata ricostruita con tessuto cartilagineo preso da una costola. Per quanto riguarda la parte esterna del naso, è stata ricomposta utilizzando tessuto preso dall’avanbraccio sinistro: tessuto trasferito come lembo libero, cioè rivascolarizzato con tecnica microchirurgica, collegando i vasi del braccio ai vasi facciali. L’intervento, che è durato oltre 10 ore,  è perfettamente riuscito. Nelle foto pubblicate potete vedere parte dello staff Interethnos con il paziente, che ha finalmente un nuovo naso. I tessuti sono ancora edematosi, essendo all’inizio della guarigione, ma col tempo verranno riassorbiti.

All’intensa attività operatoria si affianca anche quella didattica che vede i nostri medici impegnati nella formazione dei medici nepalesi ogni mattina, dalle 8 alle 9, prima di cominciare la lunga sessione operatoria. Un modo per ottimizzare queste giornate che sembrano correre molto velocemente mentre le cose da fare sono ancora tante.

Ci sentiamo presto!