Diario di Missione – 23 Ottobre 2024

La storia che vi raccontiamo oggi è quella di un bambino di soli due anni, Sanjay, caduto sulle braci in casa mentre giocava.

La prima causa della mortalità in Nepal sono, infatti, le ustioni, procurate per la maggior parte dai pericolosi sistemi di riscaldamento e cottura dei cibi, veri e propri bracieri, cui spesso soccombono le persone più deboli, come donne e bambini.

Sanjay è caduto sulle braci con le mani mentre giocava all’interno della sua abitazione. L’ustione è guarita senza che gli fossero praticate le cure adeguate, causando la retrazione delle dita della mano che si era trasformata in un pugno perennemente chiuso.  Grazie all’operazione eseguita dai due team, italiano e nepalese, le dita sono ora aperte e con la fisioterapia potrà recuperare molte funzioni come, ad esempio, tenere la penna per scrivere!

Quello di Sanjay è stato uno dei tanti interventi impegnativi della giornata di ieri che ci ha dato particolare soddisfazione perché il piccolo potrà tornare ad usare la sua manina come qualsiasi altro bambino.

Le foto che ci ha mandato la nostra equipe mostra come, dalla sala operatoria, la vista sia spettacolare. Sul lavoro dei nostri medici sembra vegliare il maestoso Swayambhunath, uno tra i luoghi di culto più antichi in tutto il Nepal,  conosciuto anche come il Tempio delle scimmie per via delle numerose scimmie che vi vivono.

Come sapete il team ha preso l’abitudine di “battezzare” ogni giornata con una frase particolare.  La frase di ieri mattina, pronunciata con tono vigoroso ed entusiasta, era “tutto l’aiuto che c’è”, ma la giornata si è poi rivelata talmente lunga e impegnativa  che alle 23 la frase è diventata: “tomorrow is an other day “!

Basta però pensare alla mano e al sorriso del piccolo Sanyaj per continuare a operare con energia per una missione che  si sta rivelando, pur nella sua complessità, piena di spunti di riflessione e di opportunità di crescita, umana e professionale,  per tutti coloro che ne fanno parte.