Ciao Carlo

Lo scorso 1 giugno, a Milano, il nostro amico Carlo Orsi ci ha lasciato.

Carlo, uomo di grande cuore e sensibilità, fotografo e professionista di grandissimo spessore ha fatto veramente tanto per la nostra Associazione, partecipando in prima persona alle nostre  missioni perché lui, da grande fotografo quale era, ha sempre avuto la capacità di cogliere con i suoi scatti il momento, trasferendo a chi avrebbe poi visto l’immagine tutta l’intensità dell’attimo.

Ci ha seguito in numerose missioni umanitarie sempre al nostro fianco con la sua macchina fotografica e ha partecipato ai nostri progetti umanitari allestendo mostre, con le fotografie scattate, aiutandoci così a documentare e divulgare la nostra attività.

La sua grande generosità lo ha poi portato a contribuire in modo tangibile alla nostra mission,  donando a Interethnos Interplast Italy il ricavato delle vendite delle foto e dei libri di fotografia creati per noi, come “Io sorrido, tu sorridi” e il celebrato “Il singolo dettaglio, due volumi che documentano 5 missioni: Tibet, Cina, Uganda, Bangladesh e Bolivia; immagini dirette, nitide e crude come la realtà che rappresentano.

Non da ultimo ricordiamo il calendario ideato in collaborazione con Media Friends e creato con le sue foto scattate durante il campionato di moto GP del 2011 i cui proventi sono stati interamente destinati all’Associazione.

Ma chi era Carlo Orsi? Per i pochi che non hanno avuto la fortuna di apprezzare ancora la sua arte, desideriamo ricordare questo prezioso amico che abbiamo avuto il privilegio di incontrare attraverso conoscenze comuni  e che da subito ha condiviso con noi la passione per il lavoro che svolgiamo nei paesi in via di sviluppo.

Carlo era una figura poliedrica. Ha lavorato nel  mondo della moda e della pubblicità, realizzando campagne per noti marchi, senza dimenticare lo stretto legame con il mondo dell’arte che lo hanno portato a realizzare pubblicazioni su Arnaldo Pomodoro e un  libro su Milano con Dino Buzzati.

Carlo Orsi era un fotografo completo, tra i pochi capaci di ‘cedere’ alla grande sensualità del linguaggio della moda e della pubblicità e, insieme, di mantenere alto un interesse per tutto quanto accadeva  nel mondo, da perfetto fotogiornalista.

Come ricorda il Corriere della Sera, “si commoveva con nulla, andava in bestia per poco, celando così una delicatezza sorprendente”.  Ed è stata forse proprio questa sensibilità ad averlo avvicinato alla nostra Associazione. Nei suoi lavori realizzati durante le nostre missioni, emerge questa sua incredibile capacità di mettere a fuoco particolari che agli altri sfuggono;  l’attenzione ai volti, ai gesti, all’esistenza, alle atmosfere che gli permettevano di narrare, con le sue fotografie, le sfumature più profonde del dolore, quella che neanche le parole riuscirebbero a rendere.

Iterethnos Interplast Italy desidera celebrare il valore di quest’ amico e ringraziarlo per la collaborazione, la stima, la dedizione che ci ha donato in questi anni.

Grazie Carlo.
Sarai con noi anche domani durante le prossime missioni umanitarie.

    1 Comment

    1. Carlo ,solo lui poteva presentarsi alla vigilia di ferragosto di 40 anni fa e chiedere 6 doppie per sei coppie di motociclisti .La sua faccia e la passione comune per la moto mi hanno trasformato da albergatore in bugiardo …liberando le camere richieste con le scuse piu assurde e rimediando maledizioni da chi le aveva prenotate .Nacque una amicizia che si consolidò con gli anni ,una bella amicizia dove le emozioni condivise ci permettevano di spendere poche parole .
      Eravamo talmente in linea che nonostante la sua meticolosa e ” svizzera” precisione a sua richiesta su una particolare location per un servizio fotografico ,quello che indicavo …andava sempre bene ! Questo capire mi rendeva orgoglioso ..coinvolse anche i miei figli che lo hanno sempre adorato e mitizzato.In moto e con suoi tanti amici ci divertimmo sui percorsi della mia terra da lui amatissima, le Dolomiti.
      Ogni nuovo percorso era per lui una gioia immensa che trasmetteva con particolari smorfie del viso ..amava lo speck vero..e i funghi.Adorava le mele e la loro conoscenza ,e la buona ristorazione era il premio a giornate intense di lavoro o di centinaia di tornati “piegati” tra i massicci Dolomitici .Si innamorava dei Luoghi …il passo Manghen , la sella del corno Bianco,il passo Erbe e Putija..Il passo ROLLE e la baita Segantini ,Le PALE DI SAN MARTINO . il luogo da lui piu amato e visitato sempre, in ogni stagione .Carlo un uomo generoso ,unico e con un alto senso dell’ amicizia .
      In casa nostra bastava una parola detta col a erre moscia e già si sapeva che Carlo e Silvana erano in arrivo.

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