Politecnico DaReCa e 3i. Un sodalizio di successi e soddisfazioni

Fra i nostri sostenitori, un ricordo particolarmente affettuoso desideriamo dedicarlo a una Scuola di Danza modenese che è stata una grande sostenitrice delle nostre missioni.

Nasce nel 1999 l’idea di abbinare il saggio annuale di una storica scuola di  danza classica modenese, quella originariamente intitolata a Maria Taglioni e divenuta sotto la direzione artistica di Nadia Fava  il Politecnico DaReCa,  a un progetto di solidarietà a favore della nostra Associazione, che annovera fra i propri membri alcuni professionisti e volontari che vivono e lavorano a Modena.
Il progetto , denominato “I Bambini danzano per i bambini” consiste in una una serie di spettacoli che usufruiscono anche del patrocinio del Comune di Modena, dell’Università e dell’Ordine dei Medici. L’evento diventa una ricorrenza fissa e dal 2006 in poi, in occasione di ogni spettacolo, viene nominato un Ambasciatore Interethnos Interplast Italy, scelto fra i personaggi modenesi che più si sono distinti per  attività e iniziative umanitarie. Gli spettacoli messi in scena si distinguono per l’originalità e la ricchezza degli allestimenti, studiati e realizzati con grande professionalità dalla direttrice Nadia Fava che ne cura anche la regia. La professionalità delle allieve, sollecitata da una forte motivazione unita a un eccellente livello artistico, è stata fondamentale per il successo e l’eco di notorietà del progetto e, di conseguenza, della nostra Associazione.

Il Politecnico ha purtroppo chiuso i battenti un anno fa, complice anche la pandemia, ma è ancora molto vivo nel ricordo di Nadia Fava, instancabile e generosa direttrice di DaReCa, la genesi e lo sviluppo di una collaborazione durata oltre un decennio.

“ Grazie alla dottoressa Daniela Boccolari, stretta collaboratrice del Prof. Morselli in Interethnos Interplast Itali, la cui figlia frequentava la nostra scuola di danza siamo venuti a conoscenza dell’attività dell’Associazione.  La Dottoressa Boccolari, dopo avermi illustrato la finalità e l’operato di Interethnos Interplast Italy (3i), mi ha proposto di devolvere l’incasso dei biglietti del saggio della scuola all’Associazione individuando come obiettivo quello di destinare il ricavato al pagamento delle spese di viaggio per lo staff.  E’ stata una collaborazione lunga e piena di soddisfazioni: abbiamo dedicato loro i nostri saggi annuali per sedici anni, dal 1999 al 2015, esplorando vari tipi di spettacolo, dal musical alla lirica, ai grandi classici.

I ragazzi della scuola, soprattutto le allieve più giovani, le bambine di 5/6 anni, chiedevano insistentemente ogni anno quando avremmo fatto il saggio a favore di Interethnos Interplast Italy.  Tutti gli allievi si sentivano molto coinvolti ma mi stupiva sempre il fatto che le più piccole, che dietro le quinte assistevano attente alla proiezione dei video dell’associazione, non fossero per nulla spaventate da certe immagini un po’ forte ma, anzi, dimostrassero interesse e una forte empatia nei confronti dei loro coetanei così sfortunati.  Per loro era diventato importante partecipare ad un progetto che permettesse a quelle persone di andare nei paesi lontani ad aiutare quei bambini e guarirli.

Tutti nella scuola avevamo recepito l’importanza di partecipare con la nostra arte a quelle missioni. Il prof. Morselli è sempre stato, insieme alla sua equipe, molto presente durante gli eventi, fornendo materiale filmato e raccontando con molta partecipazione quale era la loro missione in quei paesi.

Credo che la passione e  l’ impegno  che il Professore e la sua equipe hanno trasmesso al pubblico nel corso degli eventi sia stato il motore e il motivo del grande  successo che hanno avuto gli spettacoli in tutti questi anni.

Non pensavo all’inizio che questa collaborazione potesse andare avanti per così tanto tempo e con tanta soddisfazione, è stata una sorpresa anche per me.  Non sono stata infatti mai troppo propensa  a lavorare con  le Onlus perché non si è mai certi di come saranno investiti i ricavati. Con 3i, ho avuto fin dal primo anno anno invece la certezza, che il denaro raccolto con i saggi dei miei ragazzi sarebbe stato investito nel modo migliore”.

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