Caduta dei capelli. Due diverse tecniche di autotrapianto per risultati sicuri e durevoli

La caduta dei capelli è una condizione che affligge uomini e donne e può procurare una criticità psicologica fortemente invalidante.
Negli uomini la caduta dei capelli, frequente anche in giovane età, è superiore che nelle donne e la forma più comune’ è l’alopecia androgenetica (AGA). Attualmente il trapianto di capelli è l’unica terapia
possibile per il ripristino di capelli veri nelle aree che necessitano essere rinfoltite. La tecnica migliore è quella del trapianto autologo che permette il reintegro di capelli del paziente stesso, condizione quest’ultima che evita qualunque ipotesi di rigetto.
Da oltre 20 anni il team del Prof. Paolo Morselli si occupa di tricologia chirurgica adottando le tecniche usate per il trapianto autologo: ##STRIP e FUE.
La differenza sostanziale tra le due tecniche risiede nel metodo di prelievo delle unità follicolare.
Guardiamo ora, nello specifico in cosa consistono le due tecniche e quali sono le differenze.

✅Le tecniche

Con la tecnica #FUT (Follicolar Unit Transplantation) o STIRP le unità follicolari vengono estratte dal prelievo di una striscia di cuoio capelluto dall’area donatrice, che è quasi sempre la regione occipitale(nuca). Tale striscia viene sezionata in tante unità follicolari con l’utilizzo di sistemi di ingrandimento. I follicoli saranno conservati in soluzione fisiologica per essere poi distribuiti nell’area ricevente attraverso piccole incisioni realizzate con micro-bisturi. L’area donatrice viene poi suturata.
La tecnica #FUE (Follicolar Unit Extraction) utilizza il prelievo diretto delle unità follicolari e la si può considerare come un’evoluzione della tecnica punch (quella che utilizzava ciuffetti di capelli). Il prelievo
dall’area donatrice si esegue con un bisturi circolare e le unità follicolari vengono immediatamente trapiantate nell’area ricevente attraverso un foro di dimensione uguale a quello del follicolo estratto.

📍I risultati e i diversi processi di cicatrizzazione

Per analizzare i vantaggi e gli svantaggi delle due tecniche dobbiamo partire dal fatto che qualunque sia la tecnica utilizzata per l’autotrapianto questa deve essere eseguita da specialisti esperti che si avvalgono di
una un’equipe qualificata.
Entrambe le tecniche presentano diversi vantaggi. Comuni ad entrambe sono: la tempistica, – in genere è necessaria una sola seduta o al massimo due per l’autotrapianto – , il risultato, cioè l’attecchimento e la
ricrescita dei capelli trapiantati.
Per la tecnica STRIP, l’area donatrice viene suturata e l’esito consiste in una sottilissima cicatrice, non visibile anche con taglio di capelli piuttosto corto. Questa area può essere riutilizzata, cioè funge da zona
di approvvigionamento, per altri prelievi nel caso di successivi interventi.
Per la tecnica FUE le cicatrici nell’area del prelievo sono piccolissime, corrispondente ad ogni singolo prelievo. A seguito di successivi autotrapianti nell’area donatrice possono verificarsi chiazze di
diradamento. Raramente può manifestarsi una fibrosi del cuoi capelluto.

📍Decorso Post Autotrapianto

Per entrambe le tecniche gli accorgimenti da avere dopo l’autotrapianto di capelli sono gli stessi. È opportuno rispettare alcune precauzioni come: astenersi da attività sportiva e dall’esposizione al sole per circa 10-15 giorni.
Al momento le tecniche Fue e Strip sono le metodologie più utilizzate e più sicure per risolvere il problema della calvizie. Nessuna delle due tecniche prevarica l’altra, la scelta tra una o l’altra va effettuata
dopo una corretta analisi delle condizioni del paziente, da parte di medici specialisti e qualificati in questo delicato settore della chirurgia estetica.