NANCHINO, CINA, 2003.

Nel corso del 1993 Interplast Italy ha raggiunto il “first people’s hospital” di Shanghai.

Interplast nternational ha organizzato a Shanghai un incontro internazionale in collaborazione con numerosi ospedali cinesi. Oltre alla componente italiana, erano presenti membri dell’Interpast u.s.a., Interplast turchia, Interplast cile, Phisicians for Peace.

Unitamente all’attività operatoria è stato importante lo spazio dedicato allo scambio culturale con i medici cinesi. Il team di Interplast International ha contribuito presentando l’esperienza dei vari componenti nell’ambito della chirurgia plastica ricostruttiva. I chirughi italiani hanno relazionato su malformazioni cranio-facciali e su esiti di labiopalatoschisi.

 

NANCHINO, CINA, 02 – 13 GENNAIO 2006

La prima missione umanitaria di Interplast Italy nel 2006 ha avuto come sede operativa la città di Nanchino (Nanjing), capitale della regione dello Jangsu nell’est della Cina sulla costa del Pacifico, al di sotto della più famosa città di Shangai. A dispetto della poca notorietà, Nanchino è una città di 15 milioni di abitanti che, in passato, fu capitale dell’impero cinese durante la dinastia Ming.
Oggi accanto alla parte antica della città sorta sulle sponde del fiume …. si è sviluppata una vera e propria metropoli dove lo smog fa da padrone e i grattacieli ne mostrano lo spirito commerciale.
Come mai il team di Interplast si è trovato ad agire in una città ad alto sviluppo industriale ed in un paese che oggi rappresenta la quinta potenza industriale del mondo?
La Cina, come si può immaginare, è una nazione a due facce: da una parte presenta un vastissimo potenziale di mercato, rappresentato da una popolazione di un miliardo e duecento milioni di abitanti e la sua crescente economia e dall’altra una campagna poverissima e la periferia di grandi metropoli ancora poco servite e spesso abbandonate a se stesse.
Rispetto alle precedenti missioni, questa esperienza è risultata essere completamente differente. Innanzitutto, come l’ha definita il Prof. Morselli, si è trattato di una missione pilota. Un piccolo team di 5 persone (due chirurghi plastici: il prof. Paolo Morselli dell’Università di Bologna ed il Dott. Andrea Figus dell’Università La Sapienza di Roma, un’anestesista: la dott.ssa Lorena Pasini del Policlinico di Bologna e due infermiere sempre del Policlinico di Bologna: Elena Galletti e Aneta Witchowska), raggiunge per la prima volta una nuova area operativa e deve prendere contatto con la realtà locale e valutare l’efficacia dell’intervento e la fattiva necessità che corrisponda agli scopi prefissati dall’organizzazione no profit a carattere umanitario, che ha sempre contraddistinto l’operato di Interplast Italy.
Come sempre, anche in questo caso, è stata necessaria la collaborazione delle strutture e degli operatori sanitari locali, senza i quali l’intervento di Interplast Italy non potrebbe mai avere il successo e l’efficacia che si prefigge. In questo caso la fattiva collaborazione con il Dott. Lu Xiang, giovane direttore dell’Ospedale delle donne e dei bambini di Nanchino e già importante punto di riferimento nelle precedenti missioni in Tibet, ha reso possibile questa nuova operazione umanitaria del team di Interplast Italy.
Il dott. Xiang ed i suoi collaboratori hanno infatti lavorato prima dell’arrivo del gruppo italiano espletando un’importante attività di screening sulla popolazione, individuando le patologie ed i pazienti che meglio avrebbero tratto giovamento dall’intervento degli specialisti italiani.
Sono stati individuati 80 pazienti affetti da patologie malformative, tra le quali possiamo ricordare quella più frequente: la labio-palatoschisi. A causa delle difficoltà logistiche e delle risorse finanziarie, entrambi di assoluta importanza per la popolazione candidata all’intervento, alla fine dei dieci giorni di missione sono stati operati 51 pazienti, di cui 44 bambini sotto i 15 anni.
Tutti i bambini presentavano malformazioni congenite che, senza l’intervento di Interplast Italy, non sarebbero mai state corrette in virtù dell’alto costo delle cure sanitarie per queste famiglie disagiate e per la difficoltà oggettiva di tipo tecnico che richiedeva una specifica esperienza chirurgica.
I medici locali, sia anestesisti che chirurghi, hanno espresso il loro compiacimento per l’esperienza e per i risultati ottenuti. Inoltre, grazie all’ambiente cordiale e favorevole, è stata avviata un’importante attività di teaching e di scambi culturali e scientifici che ha arricchito il bagaglio di conoscenze dell’uno e dell’altro gruppo. Grande attenzione infatti è stata rivolta al trattamento di queste malformazioni cranio-facciali in età precoce (già intorno ai 4 mesi di vita) che hanno rappresentato una vera sfida chirurgica e anestesiologica. Molti i casi di malformazione del labbro e del palato in soggetti di età più avanzata (fino a 28 anni) che sono insoliti nel mondo occidentale, così come sono stati eseguiti molti interventi correttivi per sequele di precedenti atti chirurgici che potremo definire forse un po’ troppo avventurieri.
Il gruppo di Interplast Italy, sulla base ormai di 18 anni di missioni umanitarie di Chirurgia Plastica, si muove e agisce in completa autonomia grazie all’esperienza dei suoi componenti e al materiale che viaggia con loro e che deriva da importanti donazioni in seguito ad una capillare campagna di sensibilizzazione in Italia.
Questo permette al team di poter operare in assoluta tranquillità e con standard molto vicini a quelli occidentali. Durante questa ultima missione, un particolare fatto ha caratterizzato la presenza del gruppo di Interplast Italy nell’Ospedale delle donne e dei bambini di Nanchino.
Il reparto operatorio, dotato di due sale chirurgiche e quattro letti operatori, ha destinato la metà delle sue attrezzature al gruppo italiano, riservando per dieci giorni il resto dell’attività operatoria alla chirurgia ginecologica d’urgenza e all’ostetricia.
In effetti, da un lato mentre nuove vite nascevano, dall’altra vecchie paure si trasformavano in grandi speranze e nuove realtà. Alla fine 51 pazienti operati, 72 procedure chirurgiche effettuate, nessuna complicanza precoce, più di 80 ore di sala operatoria, più di 15 operatori tra anestesisti, chirurghi e infermieri impegnati, 18 posti letto sempre occupati a rotazione, più di 10 ore di didattica, 6 ore di riprese filmate, 455 immagini digitali sono state il risultato di questa ultima esperienza di Interplast Italy in Cina.
Il grande calore umano e la stima ricevuta da parte delle famiglie dei pazienti, la disponibilità ed il grande affetto che ha accompagnato tutta la missione culminata nell’ultima giornata di permanenza con una cena offerta dal gruppo a più di cinquanta invitati tra autorità e personale locale entusiasti, hanno dimostrato l’efficacia di questa missione e l’importanza della grande opera umanitaria portata a termine.
Grazie a questo incontro due chirurghi plastici di Nanchino avranno a disposizione uno stage di alcune settimane presso il centro di Malformazioni e Dismorfopatie in Chirurgia Plastica del Policlinico di Bologna coordinato da Paolo G. Morselli.

 

cina

 

CALENDARIO MISSIONI IN CINA

 

NANCHINO, CINA, 2003.
Due settimane first people’s hospital di Shanghai
Team internazionale coordinato dal presidente di Interpalst Italy

 

NANCHINO, CINA, 02 – 13 GENNAIO 2006
Team di 5 persone (due chirurghi plastici: il prof. Paolo Morselli dell’Università di Bologna ed il Dott. Andrea Figus dell’Università La Sapienza di Roma, un’anestesista: la dott.ssa Lorena Pasini del Policlinico di Bologna e due infermiere sempre del Policlinico di Bologna: Elena Galletti e Aneta Witchowska