Missione Nepal 2024. Il seme della conoscenza.

Terminata l’attività chirurgica, tutta l’attenzione del team si è indirizzata verso il workshop di formazione, che ha fatto tesoro di tutta l’attività operatoria e di medicazione svolte, delle ore di lezioni e soprattutto delle ore di confronto sulle tecniche di intervento e affinamento delle tecniche già note.

Un’attività che ha coinvolto tutti, anche a livello emotivo, creando un ulteriore rafforzamento del rapporto con l’ospedale di Kirtipur. Nelle foto che vedete pubblicate, la Dottoressa Sgarzani consegna al Dottor Shankar Rai, direttore dell’ospedale, oltre al certificato di partecipazione alla formazione, un set chirurgico completo di strumenti per la microchirurgia, proprio per incentivare ulteriormente questa attività che è molto richiesta, e necessaria,  nel loro ospedale. Come è accaduto, per esempio, nel paziente che aveva perso il naso per colpa di una zampata d’orso: intervento che ha dato davvero un risultato sorprendente. Il Dottor Shankar Rai si è subito premurato di chiedere istruzioni su come conservare adeguatamente questa preziosa attrezzatura, perché gli strumenti per la microchirurgia – donati all’Associazione perché ne facesse dono a sua volta – sono un bene estremamente prezioso, per la loro funzione ma anche in termini economici. Nelle foto si può vedere altro materiale di medicazione e sutura molto avanzato che è stato donato all’ospedale e  che il team ha messo in valigia sacrificando per trasportarlo, gli effetti personali.

Non appena il team è rientrato in Italia, è cominciato un fitto scambio di mail , foto e messaggi di  aggiornamento sulle condizioni dei pazienti operati che tornano ai controlli: la missione continua a dare i suoi frutti anche a distanza con il monitoraggio sulle terapie e la valutazione del post operatorio.

La frase che ha connotato quest’ attività è riassunta nelle parole  “Il seme della conoscenza”. Il nostro team ha piantato questo seme e farà in modo di favorirne la crescita lavorando in remoto dall’Italia, con l’assistenza alla formazione, ma anche cercando di ritornare al più presto in Nepal per mettere la sua esperienza a disposizione della nuova classe medica nepalese.