Nel settembre 2001 è terminata la nona spedizione in Zambia di INTERPLAST ITALY.

I team operano presso lo ZAMBIAN ITALIAN HOSPITAL FOR HANDICAPPED CHILDREN DI LUSAKA.

La missione è stata resa possibile da generosi contributi dei Club Rotary di Pisa, di privati, ma soprattutto della Cassa di Risparmio di Pisa che ha coperto tutte le spese di viaggio e l’acquisto di buona parte del materiale sanitario.

L’èquipe anni fa aveva portato con sè una bimba di circa quattro anni, emma cipoye, già operata dal team a lusaka nel 1996 ma che necessitava di ulteriori interventi impossibili da eseguirsi in loco.

La triste storia di Emma, la cui mamma è morta nel rogo della capanna per salvarla, aveva commosso la città di Pisa.

E così è nata la gara di solidarietà che ha permesso alla piccola di essere operata presso la divisione di chirurgia plastica dell’azienda ospedaliera pisana. Con un intervento di oltre sei ore è stata eseguita la completa ricostruzione del volto di Emma, incluso lo scheletro nasale e l’orecchio sinistro. Dopo tre mesi di permanenza in Italia Emma è tornata nella boscaglia a Chingola, in Zambia, dove il padre era ad attenderla.
Dal 1994, ogni agosto lo Zambia può contare sul servizio di chirurgia ricostruttiva di Interplast Italy ed ogni anno, all’arrivo, i nostri medici trovano una folla di pazienti. In questo quadro disperato che vede il cortile dell’ospedale affollato di postulanti accampati in attesa dell’èquipe, ogni tanto arriva un caso che, per le implicazioni umane e per le difficoltà tecniche implicite nella ricostruzione da eseguire, commuove tutti.

L’importanza dell’opera svolta dal team, come del resto quella di ogni èquipe interplast, è soprattutto di valutare la convenienza dell’intervento, tenendo presente la severità e la durezza della società centroafricana ancora largamente basata su regole tribali, per le quali un handicappato è un peso morto non sempre sopportabile.
L’handicap in Africa, in assenza di ogni struttura di supporto sociale, economico e morale, non solo è in grado di compromettere la qualità di vita, ma spesso di compromettere la sopravvivenza stessa.
Le condizioni operative sono le stesse note a tutte le equipes interplast: alle difficoltà ambientali e alla scarsità di attrezzature, si aggiunge il fatto di operare patologie nuove, o almeno inusuali alle nostre latitudini, come retrazioni da ustione impensabili da noi, in condizioni di salute che, in qualunque nostro ospedale, escluderebbero il paziente dalla operabilità: malnutrizione, cronicità della patologia da affrontare e delle patologie secondarie che ne sono derivate.

 

CALENDARIO MISSIONI IN ZAMBIA

 

ZAMBIA, AGOSTO 1995
Zambia italian hospital for handicapped children di Lusaka
Team: 2 chirurghi plastici, 2 anestesisti, 2 infermieri professionali vengono eseguiti 50 interventi chirurgici

ZAMBIA, AGOSTO 1996
Zambia italian hospital for handicapped children di Lusaka
Team: 2 chirurghi plastici, 2 anestesisti, 2 infermieri professionali vengono eseguiti 65 interventi chirurgici

ZAMBIA, AGOSTO 1997
Zambia italian hospital for handicapped children di Lusaka
Team: 2 chirurghi plastici, 2 anestesisti, 1 infermieri professionali

ZAMBIA, AGOSTO 1998
Zambia italian hospital for handicapped children di Lusaka
Team: 2 chirurghi plastici, 2 anestesisti, 2 infermieri professionali vengono eseguiti 70 interventi chirurgici

ZAMBIA, AGOSTO 1999
Zambia italian hospital for handicapped children di Lusaka
Team: 2 chirurghi plastici, 2 anestesisti, 2 infermieri professionali vengono eseguiti 58 interventi chirurgici

ZAMBIA, AGOSTO 2000
Zambia italian hospital for handicapped children di Lusaka
Team: 2 chirurghi plastici, 2 anestesisti, 1 infermieri professionali vengono eseguiti 63 interventi chirurgici