BHUTAN dal 16 aprile al 29 aprile 2010.

Missione umanitaria organizzata da Interethnos Interplast Italy e Università di Washington – Seattle Harbour Wiev Hospital.
Il viaggio è stato condizionato dall’attività del vulcano islandese. La sua eruzione e la diffusione delle polveri ha bloccato il traffico aereo di tutta l’Europa.
A poche ore dalla partenza il programma è stato totalmente trasformato ed il viaggio, che prevedeva una prima tappa a Francoforte e quindi un volto con rotta verso Nord, è cominciato con rotta a Sud. In poche ore i voli sono stati ridefiniti e riprogrammati e la via scelta è stata cambiata.
Nel viaggio sono stati utilizzati un totale di 9 voli: 5 aerei per l’andata e 4 nel viaggio di ritorno a cui si è aggiunto un treno.
Il Bhutan è un paese che confina a sud con l’India, a nord con il Tibet e la Cina.

Arrivare in Bhutan è particolarmente difficile. La compagnia aerea che raggiunge di Bhutan si chiama Druk Airline, è la compagnia di bandiera, in quel paese non atterra nessun aereo di altra compagnia, e i voli sono poco frequenti. Singolare è l’aeroporto di Paro, dove atterrano tutti gli aerei perché è all’interno di una valle, la sua pista di atterraggio è estremamente corta, non si può sbagliare.
Abbiamo ottenuto il permesso di svolgere la nostra attività chirurgica grazie all’interessamento di Sua Maestà il Re del Bhutan e del Ministero della Salute.

Il gruppo di Seattle ha raggiunto l’aeroporto di Paro provenendo dalla parte opposta rispetto alla nostra, cioè dall’Oceano Pacifico. Il team americano era composto dal Prof. David Embach, famoso a livello internazionale per il trattamento acuto delle ustioni, da un’infermiera che si occupa di medicazioni di ferite complesse, da una strumentista e da un’infermiera specializzata nella riabilitazione dei pazienti operati per esiti di ustioni.
La missione era concentrata sul trattamento chirurgico degli esiti di ustione in sala operatoria e su lezioni per l’insegnamento del trattamento degli esiti di ustioni e delle loro sequele.
L’ospedale prescelto è stato quello della capitale. È un ospedale di recente costruzione, ben strutturato. In Bhutan non esiste la facoltà di Medicina,è stata però programmata e verrà costituita il prossimo anno, per cui i medici butanesi si sono laureati all’estero. Il primo chirurgo del Bhutan ha 60 anni di età e per moltissimi anni è stato l’unico medico del paese ad eseguire interventi chirurgici.
Per gli ustionati acuti esiste un centro ustioni, che verrà al più presto attivato nella sua globalità. Non esiste nessun specialista in chirurgia plastica ricostruttiva e tanto meno esiste qualcuno che si occupa di esiti di ustioni.
Come di consuetudine al nostro arrivo abbiamo iniziato l’attività ambulatoriale per selezionare i pazienti che avremmo operato durante il periodo di soggiorno.

I casi che ci sono stati sottoposti hanno visto diverse gravità e riguardato ustioni del volto e di tutto il distretto corporeo.
Il primo caso che ci è stato presentato era un paziente ustionato da 12 anni senza mai essere stato operato. Non essendoci stato un intervento immediato gli esiti, normalmente, sono drammatici. Il paziente aveva l’arto superiore destro completamente adeso al torace mentre l’arto superiore sinistro lo era parzialmente. Il capo era adeso alla superficie anteriore del torace, deformando così il labbro inferiore e tutta la regione del collo, alterandone anche la postura. Come capita spesso in questi pazienti è di estrema difficoltà realizzare l’anestesia generale, per le condizioni anatomiche che residuano dall’ustione, che distruggono l’anatomia normale. Il paziente ha comunque ricevuto un trattamento chirurgico che, liberando la briglia cicatriziale sia del cavo ascellare che della regione tra avambraccio se braccio, gli ha permesso il completo ripristino della funzionalità dell’arto superiore destro e la mobilità del capo.
Si sono poi susseguiti casi che riguardavano esiti di ustione in bambini. In modo particolare ustioni alle mani, dove la contrazione cicatriziale bloccava le dita al palmo della mano impedendo qualsiasi tipo di funzionalità della mano stessa.
Un caso trattato, e di particolare gravità, è stato un esito di ustione del volto con severa alterazione delle palpebre. L’esito cicatriziale comportava la mancata funzionalità nella chiusura delle palpebre stesse, esponendo così il bulbo oculare alle sollecitazione delle esterno, questa difficile situazione durava da 6 anni.
Molte ustioni riguardavano anche la pianta e/o il dorso del piede, compromettendo la funzionalità motoria, o il cavo popliteo, impedendo la deambulazione, o la parete toracica e la regione cervicale.
Nonostante la missione fosse dedicata al trattamento degli esiti di ustione sono stati operati alcuni pazienti con esiti di labiopalatoschisi. Questi pazienti aveva avuto un primo trattamento chirurgico al di fuori della nazione del Bhutan che erano affetti da sequele che compromettevano la funzionalità e l’estetica del volto.

Il team ha lavorato con estrema intensità, provvedendo anche a momenti di didattica, in una sola sala operatoria trattando un totale di 25 pazienti.
Il gruppo dell’Università di Washington – Seattle ci ha chiesto di valutare gli aspetti psicologici del dolore nei pazienti ustionati, in modo particolare nei bambini. Durante la nostra missione si sono presentate molte opportunità di studio e programma per questa problematica.

La collaborazione con i medici locali è stata particolarmente attiva, nonostante non sia presente un medico specialista in chirurgia plastica ricostruttiva si è riscontrato un interesse da parte della direzione dell’ospedale, e di un giovane medico, di prevedere nel futuro a questa attività.
Abbiamo osservato un caso particolarmente severo: una donna ustionata all’età di 10 mesi, mai trattata, che presentava una lordosi del tratto cervicale ed una scoliosi della colonna vertebrale estremamente severe. L’esito dell’ustione aveva provocato l’adesione della regione occipitale al dorso, al di sotto del tratto cervicale, fondendola così alla superficie del dorso e deformando terribilmente tutta la colonna vertebrale con una flessione in avanti della sua regione cervicale.
La paziente è stata valutata e si è ritenuto che l’intervento non poteva essere eseguito in quel particolare momento per le scarse informazioni e il’nsufficiente struttura dell’ospedale, verrà studiata per valutare una possibilità di trattamento.

Il team internazionale ha lavorato con grande armonia integrando le diverse competenze nei vari settori specialistici: chirurgico, anestesiologico, infermieristico, riabilitativo e di assistenza psicologica.

 

 

BHUTAN 08-23 maggio 2011

Seconda missione umanitaria organizzata da Interethnos Interplast Italy e Università di Washington – Seattle Harbour Wiev Hospital.
L’ospedale prescelto è ancora quello della capitale, Paro. È un ospedale di recente costruzione, ben strutturato. In Bhutan non esiste la facoltà di Medicina, dovrebbe costituirsi proprio nel 2011. I medici butanesi si sono, quindi, laureati all’estero. Il primo chirurgo del Bhutan ha 60 anni di età e per moltissimi anni è stato l’unico medico del paese ad eseguire interventi chirurgici.

Nella prima missione la collaborazione con i medici locali è stata particolarmente attiva, nonostante non fosse presente un medico specialista in chirurgia plastica ricostruttiva è stato riscontrato un interesse da parte della direzione dell’ospedale, e in particolare di un giovane medico, quindi si prevede nel futuro prossimo che questa specialità si affranchi.

Nell’ospedale della capitale esiste, per gli ustionati acuti, un centro ustioni ma al momento non esiste uno specialista che si occupa di gravi esiti delle ustioni.
Questa seconda missione riprende i temi della prima e cioè il trattamento chirurgico degli esiti di ustione in sala operatoria, lezioni per l’insegnamento del trattamento degli esiti di ustioni e delle loro sequele, continuare sullo studio degli aspetti psicologici del dolore nei pazienti ustionati, in modo particolare nei bambini.

Il gruppo di Seattle è anche quest’anno coordinato dal Prof. David Embach, chirurgo plastico famoso a livello internazionale per il trattamento acuto delle ustioni.

 

Prof. Dottor PAOLO G. MORSELLI