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MYANMAR, 16-30 marzo 2013 Yangon General Hospital
Dipartimento di Chirurgia Plastica
La missione ha avuto inizio il 16 marzo 2013 dopo una lunga fase di preparazione, legata anche alla burocrazia concernente l’ingresso sia del team di sanitari che dei materiali necessari all’espletamento della missione stessa. Fa parte della filosofia di Interethnos Interplast Italy partire per una missione umanitaria fornendo il proprio team di tutto quanto possa essere necessario così da non gravare sui budget dell’Ospedale ospite.
Il team era composto da:

Prof Paolo Morselli, chirurgo plastico del Policlinico S. Orsola-Malpighi e docente di chirurgia plastica all’Università di Bologna
Dr. Giancarlo Liguori
Prof Sommerlad chirurgo plastico inglese
Dr Contaldo medico in formazione, Scuola di Specializzazione in Chirurgia Plastica dell’Università di Torino
Dr.ssa Cristina Mondardini anestesista, Rianimazione Pediatrica Policlinico S.Orsola-Malpighi
Dr Pelusio anestesista di Pisa
Sig.na Elena Galletti infermiera di sala operatoria Chirurgia Pediatrica policlinico S. Orsola-Malpighi
Sig.na Rosaria Milana infermiera professionale di Milano.
Carlo Orsi, fotografo e nostro sponsor che ha documentato la missione.

All’aeroporto di Yangon, siamo stati accolti dalla Prof.ssa Moe e dalla Dr ssa Win , che ci hanno aiutato a superare velocemente le formalità doganali ed accompagnati direttamente in ospedale.
E’ sempre un momento emozionante e topico, forse l’unico momento in cui il team si sdoppia. Da una parte i chirurghi e gli anestesisti per visitare i pazienti che precedentemente selezionati e dall’altra le nurses a sistemare il materiale ed allestire le sale operatorie ( 2 ) per poter iniziare gli interventi già dal mattino seguente.
I pazienti in visita era affetti da labiopalatoschisi ( per il 70% ), esiti cicatriziali da ustione e tumori del distretto cefalico, in prevalenza bambini di pochi mesi ma anche adolescenti ed adulti. Ogni singolo paziente è stato visitato, schedato e discusso alla presenza dei medici locali. Con la loro collaborazione si sono approntati i programmi dei giorni a venire.
Abbiamo incontrato un ambiente molto collaborativo ed efficiente.
Dei 70 pazienti selezionati ne abbiamo operati 45, diversi dei quali hanno avuto trattamenti multipli, raggiungendo il numero di 60 procedure chirurgiche.
Infatti nel caso delle labiopalatoschisi, è stata corretta sia la deformità del labbro (fosse mono o bilaterale) che la porzione anteriore del palato (questa è una fase preparatoria all’intervento correttivo definitivo della schisi palatina ).
Nel caso delle retrazioni cicatriziali da ustione sono state corrette contemporaneamente più aree corporee.
Alle sedute operatorie hanno partecipato anche i medici locali, abbiamo potuto così associare all’atto operatoria la didattica insegnando le nostre metodologie chirurgiche. Per esempio per gli interventi di correzione delle labiopalatoschisi eseguiti al microscopio dal prof Sommerlad, un grande monitor ha permesso ai numerosi medici specializzandi locali si seguire i diversi momenti operatori. Lo scambio di impressioni e le domande sono state continue e costruttive.
Abbiamo inoltre tenuto due lezioni/letture sul trattamento delle labiopalatoschisi e sulle procedure di chirurgia ricostruttiva di tutti i distretti corporei a cui hanno partecipato numerosi medici locali.
Tutti gli interventi chirurgici non hanno avuto complicanze. Sono stati tutti medicati e controllati quotidianamente durante la loro degenza. I pazienti operati verranno seguiti per il follow up dai medici locali, che ci forniranno notizie sul loro andamento.
Il popolo birmano , che sta uscendo da un lungo periodo di chiusura all’occidente, ci è parso molto sereno , ed al tempo stesso molto impegnato verso un futuro di progresso socio-economico rapido.
Siamo molto orgogliosi di essere stati i primi chirurghi plastici italiani ad iniziare una collaborazione ufficiale con la sanità birmana.
Come sempre Interethnos Interplast Italy ha portato a termine un lavoro difficile, ma appassionato, nella concreta speranza di un seguito nella collaborazione culturale e fattiva con i popoli emergenti.

 

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