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ZAMBIA MISSIONI DAL 1995 AL 2004 (1995, 1996, 1997, 1998, 2000, 2002, 2004)

In agosto 1995 inizia la collaborazione con lo “Zambian Italian Ortopaedic Hospital” di Lusaka. Le missioni umanitarie sono organizzate e dirette dal Prof. Paolo Santoni Rugiu e dal dr Daniele Gandini del nostro gruppo di PIsa.
Lo “Zambian Italian Ortopaedic Hospital è un piccolo ospedale pediatrico dotato di una sala operatoria e di 35 posti letto fondato nel 1994 dall’ortopedico marchigiano Dr. Emido Grisostomi con i contributi del Rotary Club di Fermo-Porto S. Giorgio e gestito, a quel tempo, dalla missionaria francescana Suor Egidia De Luca.
È una struttura autonoma che dal 1995 fino al 2004, e per 6 volte. ha ospitato un team di Interethnos Interplast Italy formato da chirurghi plastici pisani per poter fornire l’unico centro di chirurgia plastica del paese.
Le missioni umanitarie hanno avuto una durata di 4 settimane ciascuna e si sono svolte nel mese di Agosto, con l’impegno di una continuità sono diventate in quegli anni l’unico modo per la popolazione locale di poter avere un trattamento chirurgico-plastico ricostruttivo.
Durante la missione del 1997 i sanitari incontrano una piccola paziente gravemente ustionata con una storia personale molto triste: infatti la madre era morta nel rogo della sua casa durante il tentativo di salvarla. I gravi esiti di ustione al volto e alle mani richiedevano molteplici interventi di chirurgia plastica ricostruttiva per cui la piccola paziente è stata accompagnata dalla nostra equipe a Pisa dove sono stati possibili gli interventi riparatori che le hanno ridato una accettabile funzionalità del respiro, della masticazione e dell’utilizzo delle mani. La permanenza a Pisa della bambina è stata di circa 4 mesi e le spese per le cure e il mantenimento sono state sostenute con pubblica sottoscrizione, il biglietto aereo è stato donato dalla British Airways.
Nella 1999 per problemi personale l’anestesista che aveva sempre accompagnato i chirurghi plastici non ha potuto partecipare a questa missione. Il team si è avvalso della collaborazione, retribuita, di un anestesista locale il dr. Mwamba, collaborazione che si e rivelata molto utile per i contatti con le famiglie e con gli stessi pazienti..
Nel team di quell’anno era presenta anche una farmacista la cui collaborazione volontaria è stata di fondamentale importanza. La farmacia dell’ospedale locale era infatti piena di medicinali, frutto di donazioni provenienti da diversi paesi, che non potevano essere utilizzati perchè non se ne conosceva la natura e le indicazioni in quanto le istruzioni per l’uso erano scritte in lingue rare, a noi sconosciute, come l’afrikaner, il russo, l’arabo. La dottoressa Venza in base ai codici dell’OMS non solo li ha classificati ma li ha registrati in un archivio fruibile dal quale è stato possibile ricavare indicazioni, meccanismo d’azione, dosi, controindicazioni, ecc. rendendone quindi possibile l’uso.

 

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